La disidratazione nei bambini comporta rischi maggiori rispetto agli adulti poiché non viene percepita immediatamente e quindi innesca conseguenze più importanti.
Il metabolismo durante la prima infanzia è molto veloce, così come il ricambio idrico; pertanto i bambini hanno bisogno di un’elevata quantità di acqua per essere in grado di svolgere correttamente le funzioni vitali.
L’acqua corporea nel bambino costituisce circa il 60-65% del peso corporeo, mentre nel neonato il 75-80%, quindi la mancanza di una corretta idratazione comporta una serie di problemi.
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I sintomi della disidratazione nei bambini
I primi segnali della disidratazione nei bambini non sempre sono evidenti, per questo è utile conoscerli. Il bambino ha sete, è più stanco del solito, mangia meno, ha la bocca secca e va in bagno meno spesso. Se compaiono anche irritabilità, sonnolenza insolita o pianto senza lacrime, è bene sentire il pediatra.
Disidratazione nei neonati: perché serve un’attenzione in più
Nei primi mesi di vita il rischio è più alto: il neonato si disidrata più rapidamente e non può far capire di avere sete. Per questo anche poche ore di febbre, vomito o poppate insufficienti meritano attenzione. Fino ai sei mesi l’idratazione arriva solo dal latte, materno o artificiale, e non serve dare acqua. Se il bambino bagna meno pannolini del solito o appare insolitamente sonnolento, è sempre meglio contattare il pediatra e verificare che non vi sia in atto una disidratazione nel neonato.
Come avviene la disidratazione nei bambini?
La causa più frequente è la gastroenterite, che provoca vomito e diarrea e fa perdere rapidamente acqua e sali minerali.
Anche la febbre aumenta la perdita di liquidi, così come il caldo eccessivo, l’esposizione prolungata al sole o le molte ore passate in luoghi poco ventilati.
Altre volte il bambino beve poco perché qualcosa gli rende fastidioso bere, come afte o gengiviti. Conoscere le cause aiuta a riconoscere per tempo le situazioni in cui serve un’attenzione in più.
Quanta acqua devono bere i bambini?
Per mantenere il giusto equilibrio di liquidi e sali minerali, il fabbisogno di acqua cambia con l’età. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) indica questi valori di riferimento giornalieri:
- da 6 mesi a 1 anno: 800-1000 ml
- da 1 a 3 anni: 1100-1300 ml
- da 4 a 8 anni: 1600 ml
- da 9 a 13 anni: 2100 ml per i maschi e 1900 ml per le femmine
È importante sapere che queste quantità si riferiscono all’acqua totale della giornata: non solo quella bevuta, ma anche quella contenuta negli alimenti, nel latte, nelle minestre, nella frutta e nella verdura. Non sono quindi quantità da far bere al bambino come acqua, ma un riferimento per capire se nel complesso la sua alimentazione lo idrata a sufficienza.
Questi valori sono indicativi, il fabbisogno reale dipende dallo stato di salute del bambino, dal clima e dall’attività fisica. In estate, con il caldo o dopo giochi intensi, il corpo perde più liquidi e ha bisogno di reintegrarne di più.
Come aiutare i bambini a bere abbastanza
Una borraccia d’acqua sempre a portata di mano è il modo più semplice per far bere i bambini con regolarità. È utile abituarli a bere prima, durante e dopo lo sport o il gioco, senza aspettare di avere sete. Quando la sete si fa sentire, infatti, il corpo ha già iniziato a perdere liquidi.
Per la normale sudorazione durante il gioco l’acqua è la scelta migliore, non servono integratori o bevande sportive, che spesso contengono molti zuccheri. Bibite e succhi zuccherati andrebbero limitati anche per questo motivo.
La frutta e la verdura: un aiuto in più
Se il bambino beve poco, frutta e verdura sono un ottimo alleato, perché sono ricche di acqua e contengono anche vitamine, fibre e sali minerali come il potassio. Anguria, melone, arance, mandarini, fragole, pomodorini e carote sono perfetti per uno spuntino che idrata e allo stesso tempo nutre.

Gli effetti della disidratazione sulle diverse tipologie di individuo

Disidratazione nei bambini







