Residuo fisso acqua

quanto è il residuo fisso nell'acqua

Il residuo fisso dell’acqua è come se fosse il suo il DNA perchè ne racchiude l’essenza e permette di capire i benefici che ne possiamo trarre.
Viene misurato in mg/L e rappresenta la quantità di minerali che rimane dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180°C.

Il residuo fisso dell’acqua e il suo impatto sulla salute

L’acqua costituisce circa l’80% del corpo umano e la sua assunzione è determinante per rimanere in salute.

I benefici che apporta l’acqua al corpo umano sono innumerevoli:

  • aiuta i reni;
  • 
favorisce la digestione;
  • combatte la stipsi;
  • mantiene la pelle sana e luminosa;
  • regola la temperatura corporea;
  • stimola il metabolismo;
  • 
rafforza il sistema immunitario;
  • 
promuove la perdita di peso.

Per godere appieno di tutte queste proprietà è, però, essenziale scegliere l’acqua giusta: non tutte sono uguali e gli effetti, legati al consumo, possono essere diversi.

In via preliminare è necessario:
  • valutare il proprio stato di salute;
  •  considerare lo stile di vita seguito.

Chi decide di acquistare l’acqua in bottiglia deve, inoltre, leggere attentamente quanto riportato sull’etichetta della bottiglia d’acqua.
In tal caso gli elementi da considerare sono la provenienza, la data di scadenza, il pH, il contenuto in sodio e il residuo fisso.

Quest’ultimo, in particolare, contraddistingue un’acqua da un’altra e per questo motivo analizzeremo nel dettaglio diversi punti: che cos’è, come viene classificata l’acqua sulla base di questo indicatore e quale bisogna bere.

Dedicheremo, invece, la parte finale alla regolazione del residuo fisso dell’acqua del rubinetto tramite l’installazione di un impianto a osmosi inversa.
percentuale di acqua che contengono le componenti del nostro corpo

Che cos’è il residuo fisso
 dell’acqua

Il residuo fisso rappresenta la quantità di oligoelementi e sali minerali disciolti nell’acqua; l’analisi viene effettuata, al termine dei processi d’evaporazione ed essiccamento, a una temperatura di 180°C.

Il campione esaminato (di solito pari a 1 litro) viene, però, precedentemente filtrato al fine di eliminare eventuali sospensioni ivi presenti.
Ciò che resta viene misurato; il risultato trovato è espresso in milligrammi per litro.

Classificazione dell’acqua sulla base del suo residuo fisso

Il residuo fisso consente di scindere le acque povere di sali da quelle ricche.

Il Decreto Legislativo 31 del 2011 tratta in modo esaustivo le tematiche inerenti la qualità dell’acqua distribuita, tramite la rete idrica dell’acquedotto, e destinata al consumo umano; fissa, inoltre, il valore massimo consentito del parametro sopradetto a 1500mg/L.

Valori superiori possono, infatti, causare:

  • problemi di natura tecnologica (incrostazioni e corrosioni);
  • problemi di salute (l’acqua non solo viene bevuta, ma l’uso in cucina per la preparazione dei cibi è pressoché quotidiano).

Le acque minerali in bottiglia fanno, invece, eccezione perché non si registrano complicanze del primo tipo (non è, difatti, previsto il trasporto all’interno delle tubature).

Il Decreto Legislativo 176 del 2011 sancisce, inoltre, che su ciascuna etichetta deve essere riportata la concentrazione salina del prodotto.


Si definiscono, perciò, diverse tipologie di acqua.

  • Minimamente mineralizzata (residuo fisso inferiore a 50 mg/L).
    Si tratta di un’acqua povera di sali e altamente digeribile. È l’ideale per i neonati.
  • Oligominerale o leggermente mineralizzata (residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/L).
    Fornisce un buon apporto di sali minerali.
  • Minerale (residuo fisso compreso tra 501 e 1500 mg/L).
    È perfetta per le persone anziane e i soggetti che praticano attività fisica.

residuo fisso presente nelle diverse acque

Benefici e controindicazioni dell’acqua con elevato residuo fisso

Un alto residuo fisso nell’acqua in linea del tutto generale non nuoce alla salute, ma ogni individuo deve sempre scegliere l’acqua sulla base delle proprie esigenze e dello stile di vita seguito.

Vi sono, per esempio, alcune limitazioni per i soggetti affetti da calcolosi renale e ipertensione arteriosa.
I primi devono, infatti, prediligere acque povere di sali perché queste stimolano la diuresi.

Le stesse sono, altresì, povere di sodio e sono quindi perfette per le persone ipertese che notoriamente devono privilegiare un regime alimentare iposodico.

Residui fissi elevati nell’acqua possono, inoltre, inficiare la salute di tutti quegli organi deputati all’eliminazione di scorie e tossine.

Un’acqua con un alto tenore di sali è, invece, l’ideale per tutti coloro che si dedicano a un’attività sportiva: una maggiore mineralizzazione consente, infatti, di recuperare quanto perso nel corso dell’allenamento.

 

Ragazza che mentre pratica sport ha bisogno di acqua che contiene sali minerali

Quando è bene consumare acqua con basso residuo fisso


L’acqua con scarso residuo fisso è indicata in diversi casi.

  • Donne in stato interessante: le future mamme devono essere sempre idratate. L’acqua con un residuo fisso compreso tra 150 e 250 mg/L è, quindi, la scelta giusta perché previene l’accumulo di sali e non affatica i reni.
  • 
Combatte la cellulite (soprattutto se povera di sodio) perché favorisce l’eliminazione di scorie attraverso la diuresi. Contrasta, quindi, la ritenzione idrica e depura il corpo.
  • Previene l’insorgenza dei calcoli renali.
  • Regola la pressione arteriosa.

L’acqua con un scarso apporto di sali favorisce, inoltre, la depurazione dell’organismo e per questo motivo viene consigliata molto spesso anche dagli operatori del comparto sanitario.

controllo della pressione

Regolazione del residuo fisso per l’acqua del rubinetto

Il residuo fisso, per l’acqua che esce dal rubinetto, è notoriamente ingente, ma fortunatamente può essere ridotto tramite l’osmosi inversa.
L’acqua, che scorre nel rubinetto, passa attraverso una membrana osmotica dedicata che intrappola, all’interno dei suoi fori, tutte le sostanze che non riescono a passare.

 

Il prodotto finale è leggero, ma soprattutto privo di batteri, virus e minerali; si ottiene, infatti, una riduzione del 99,9% delle sostanze disciolte.

 

Questo trattamento è completamente naturale (non vengono impiegate sostanze chimiche), non altera la struttura dell’acqua e può essere regolato a piacimento al fine di avere la concentrazione desiderata di minerali.
Le scorie vengono, quindi, eliminate e l’acqua che esce dal rubinetto preposto è pura e oligominerale.

 

Per raggiungere un risultato simile è, perciò, necessario installare nella propria cucina un impianto di depurazione.
Soluzioni di questo tipo sono offerte da Acqualife®, leader in Italia nei sistemi per la depurazione dell’acqua a uso domestico e non solo.

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