Aggiornato il 15/03/2026
Il 22 marzo di ogni anno si festeggia la Giornata Mondiale dell’Acqua per ricordare a tutti l’importanza di arginare la crisi idrica mondiale, mettendo uno stop ai rapidi cambiamenti climatici. Ecco perché è stato creato il Water Day e cosa fare per fare del bene al pianeta.
Indice dei contenuti
Che cos’è la giornata mondiale dell’acqua e perché si celebra?
Il World Water Day è una giornata internazionale istituita dalle Nazioni Unite a seguito del Summit della Terra di Rio de Janeiro, svoltosi nel 1992.
Focalizzata sull’importanza di questa risorsa vitale, essenziale per mantenere viva la biodiversità, la giornata mondiale dell’acqua affronta una tematica differente in ogni sua edizione, mettendo in evidenza la crescente scarsità di questo elemento e l’urgenza di azioni risolutive concrete.
Lo scopo principale è raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile SDG 6, ovvero l’accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari per tutte le popolazioni entro il 2030. Infatti, nonostante la potabile sia un bene comune, ancora oggi in diverse zone del pianeta le popolazioni non vi hanno accesso.
In che cosa consiste la giornata mondiale dell’acqua?
La Giornata Mondiale dell’Acqua non è una semplice ricorrenza simbolica: è un appuntamento globale che mobilita istituzioni, associazioni e cittadini in tutto il mondo. Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite sono invitati a organizzare eventi e manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla crisi idrica, ma la partecipazione va ben oltre i confini governativi.
Associazioni, enti no-profit e realtà della società civile si fanno promotori attivi della giornata, contribuendo a diffonderne il messaggio in modo capillare.
Il 22 marzo si anima con un ricco calendario di iniziative: proiezioni cinematografiche, seminari, mostre e installazioni tematiche si alternano nelle piazze e nelle sedi culturali di mezzo mondo. Scuole e università giocano un ruolo fondamentale, promuovendo attività educative pensate per avvicinare anche le nuove generazioni al tema del consumo responsabile dell’acqua.
A completare il quadro, dal 1997 il World Water Council organizza il World Water Forum, un appuntamento a cadenza triennale che riunisce esperti, governi e organizzazioni internazionali per fare il punto sulle sfide globali legate all’approvvigionamento idrico e sui suoi intrecci con i cambiamenti climatici.

Perché si continua a festeggiare il Water Day?
L’esigenza di istituire una giornata mondiale dell’acqua è nata dalle notizie poco confortanti sull’accessibilità di questo bene per la popolazione del pianeta. Dopo oltre trent’anni dal primo evento, secondo i dati dell’Onu, sono ancora 770 milioni le persone che vivono nel mezzo di una crisi idrica o non hanno accesso all’acqua potabile nel loro quotidiano.
Secondo una ricerca del 2020 dell’Unicef, 5,8 miliardi di persone ( circa il 74% della popolazione mondiale) possono godere di acqua sicura attraverso infrastrutture che confluiscono nel proprio luogo di abitazione.
Sono invece 2 miliardi i cittadini che possono attingere a servizi protetti, raggiungibili in 30 minuti per la raccolta dell’acqua.
Spreco dell’acqua, quali sono i numeri
Spesso incuranti della crisi idrica globale, i Paesi che dispongono di un regolare servizio idrico tendono a sprecare tantissima acqua, utilizzandone più del dovuto.
L’Italia ha uno dei primati peggiori, con una perdita pro capite di 157 litri di acqua al giorno, una quantità che potrebbe soddisfare il fabbisogno potrebbero soddisfare il fabbisogno idrico di oltre 43 milioni di persone. Nonostante questo, e grazie a iniziative come la Giornata Mondiale dell’Acqua, la consapevolezza su questo aspetto è cresciuta negli ultimi anni.

“Where water, equality grows”, il tema della giornata dell’acqua 2026
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’UNICEF e le Nazioni Unite hanno acceso i riflettori sul legame profondo tra accesso all’acqua e uguaglianza di genere, tema scelto per quest’anno: “Dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza“.
I dati sono allarmanti: 1,8 miliardi di persone non dispongono ancora di acqua potabile in loco. Sono però le donne e le ragazze a subire le conseguenze più pesanti: in due famiglie su tre, sono loro le principali responsabili della raccolta dell’acqua. In 53 Paesi, donne e ragazze dedicano complessivamente 250 milioni di ore al giorno a questa attività, oltre tre volte più degli uomini. Inoltre, 156 milioni di adolescenti tra i 10 e i 19 anni non hanno accesso a servizi igienici di base, con gravi ripercussioni su salute, dignità e istruzione.
La direttrice UNICEF Catherine Russell ha sottolineato come la crisi idrica costringa molte ragazze a svegliarsi all’alba, a perdere giorni di scuola e a mettere a rischio il proprio futuro. Il Segretario Generale ONU Antonio Guterres ha invitato i governi ad aumentare gli investimenti nelle infrastrutture idriche e a includere le donne nei processi decisionali. L’Alto Commissario per i diritti umani Volker Türk ha ribadito che l’acqua è vita, dignità e diritto umano, e che senza interventi decisi la scarsità idrica continuerà ad alimentare disuguaglianze e instabilità.



