L’inquinamento del Mare Mediterraneo, un mare di plastica

L’inquinamento del Mar Mediterraneo è un problema che influenza la vita di milioni di persone, un qualcosa che deve essere affrontato con azioni incisive e importanti da parte dei Governi e del singolo cittadino al fine di poter limitare i danni all’ecosistema del Mare Nostrum.

 

Tra le principali cause del suo inquinamento vi è una produzione enorme di rifiuti, composti chimici e una invasione della plastica che sta letteralmente soffocando i fondali, le spiagge e le specie marine.
 

La situazione odierna dell’inquinamento nel mare Mediterraneo

Il mar Mediterraneo occupa solo l’1% delle acque mondiali, ma sulle sue sponde vivono oltre 150 milioni di abitanti, suddivisi in ben tre continenti:

  • Europa
  • Africa
  • Asia

Le sue coste sono caratterizzate dalla più alta densità abitativa e da un’intensa attività umana sia dal punto di vista industriale sia da quella turistica.

 

Basta considerare che ogni anno sulle spiagge e sulle baie del Mar Mediterraneo si riversano oltre circa 200 milioni di turisti.

 

L’inquinamento del mare è dovuto a diversi fattori ma l’aspetto che lo rende allarmante è il fatto che in quanto mare semi chiuso, l’unico sistema di riciclo è lo stretto di Gibilterra, che permette il transito di nuova acqua, ma in maniera limitata.

 

Gli effetti dell’inquinamento del Mar Mediterraneo sono ormai sotto gli occhi di tutti, basta valutare la percentuale di rifiuti che ogni anno si riversa sulle spiagge e che si incrementa nel periodo estivo a causa dei viaggi.

Le cause dell’inquinamento del Mar Mediterraneo

Sono diverse le cause che contribuiscono all’inquinamento del Mar Mediterraneo.
Di seguito elenchiamo i fattori principali:

 

Rifiuti da fonte terrestri:

L’80% dell’origine dei rifiuti presenti in mare proviene da fonti terrestri.
Basta considerare gli scarichi delle fogne, quelli industriali e le sostanze chimiche trasportate dai fiumi o riversate direttamente nel mare.

Rifiuti provenienti dal mare:

Solo il 20% dei rifiuti invece proviene direttamente da mare, con riferimento alle reti dei pescatori, agli scarichi delle navi e inoltre al riversare sostanze direttamente nell’acqua come nel caso delle fuoriuscite di petrolio o di sostanze chimiche dovute al lavaggio delle stive delle navi.

Plastica:

Più dell’95% dei rifiuti presenti in mare è strettamente connesso a materiale plastico, con una percentuale elevata non solo di macroplastiche, ma in particolare di microplastiche.

L’inquinamento del Mar Mediterraneo e il problema della plastica

La plastica è tra le invenzioni che hanno rivoluzionato la vita degli esseri umani, ma al contempo anche di quelle più dannose, per le sue caratteristiche che la rendono uno dei fattori principali per l’inquinamento del Mar Mediterraneo.

 

Infatti la plastica è duttile, facile da lavorare, adattabile alle esigenze della vita quotidiana, resistente alle alte temperature e nel tempo.

 

Ciò determina che un rifiuto di questo derivato del petrolio una volta riversato in mare rimarrà per anni sul fondale o a galleggiare, prima di poter essere trasformato e disgregato.

 

L’aumento della produzione di plastica è il fattore che ha portato a dover sottolineare uno vero e proprio stato di emergenza per il Mar Mediterraneo.

 

Infatti l’Europa è tra i maggiori fornitori al mondo di materie plastiche con oltre 60 milioni di tonnellate prodotte.

 

Si è stimato che negli oceani sono riversate ogni anno 150 milioni di tonnellate di plastica di cui il 7% solo nel Mar Mediterraneo, con l’equivalenza di circa 570.000 tonnellate, e una media stimata di circa 5 kg al giorno.

 

Basta considerare che solo l’Italia riversa ogni anno 12.600 tonnellate di plastica contribuendo all’inquinamento dei mari e che ogni minuto sono bene 33 mila le bottigliette di plastica che si riversano nel Mar Mediterraneo.

 

plastica nel mar mediterraneo

Quali sono gli effetti dell’inquinamento del Mar Mediterraneo

L’inquinamento del Mar Mediterraneo produce una serie di effetti negativi sia sull’ecosistema sia sulla vita degli esseri umani.

Di seguito elenchiamo le conseguenze principali:

 

L’isola di plastica nel Mar Mediterraneo:

le macroplastiche sono l’insieme di quei prodotti che per la loro conformazione affondando sul fondale, oppure galleggiano accumulandosi in vere e proprie zattere galleggianti.

L’aumento dell’inquinamento del Mar Mediterraneo a causa della plastica ha portato alla formazione di vere e propri accumuli anche di grande entità e visibili dai satelliti che in particolare periodi dell’anno si formano tra l’isola d’Elba e la Corsica.

L’influenza sull’ecosistema marino

gli effetti dell’inquinamento del Mar Mediterraneo sull’ecosistema è enorme, basta considerare le specie marine a rischio e il fatto che sono più di 700 quelle in cui si sono trovate alte percentuali di plastica e metalli pesanti.

Gli effetti sull’uomo

l’inquinamento del Mar Mediterraneo ha un effetto diretto e indiretto sulla vita di tutti gli essere umani che si affacciano sul Mediterraneo.

Basta considerare che negli ultimi anni è stato rilevato un aumento delle particelle di microplastiche presenti in un corpo umano acquisite attraverso l’alimentazione di specie marine.

Questo incremento esponenziale sta determinando effetti differenti sul benessere di ogni individuo con l’aumento di allergie oltre a problematiche respiratorie e a conseguenze sulla funzionalità degli organi.

Danni economici:

infine non da ultimo, l’inquinamento del Mar Mediterraneo determina un danno diretto per le economie dei singoli Paesi.

Le spiagge sono sporche scoraggiando il turismo, la qualità dell’acqua per la balneazione intacca anche le coste più caratteristiche del Mediterraneo, e a questo si deve aggiungere l’effetto sulla pesca.

Cosa fare per combattere l’inquinamento del Mar Mediterraneo

Ridurre l’inquinamento del Mar Mediterraneo combattendo le cause che lo determinano non è più una realtà opzionale ma un qualcosa su cui si deve intervenire in modo diretto, con leggi da parte dei governanti dei singoli Paesi, con una sinergia comune da parte dell’Europa e un intervento diretto anche di ogni cittadino.

 

Le idee sono tante e altrettante sono le azioni che possono esser effettuate:

Coscienza comune:

il primo grande impegno deve essere quello da parte di ogni singolo individuo che nel suo piccolo può intervenire limitando l’inquinamento del Mar Mediterraneo.

Un esempio è non utilizzare materiali contenenti plastica, non lasciare rifiuti sulle spiagge e partecipare attivamente alla raccolta differenziata.

Riciclare i rifiuti:

i rifiuti organici, dovuti a materie plastiche o ai prodotti creati dall’uomo sono i fattori principali che causano l’inquinamento marino. Intervenire con la raccolta differenziata eseguendola in maniera organizzata e riutilizzando i prodotti al fine di un sistema di riciclaggio delle plastiche e dei metalli, è una delle migliori possibilità di limitare i danni all’ecosistema del Mar Mediterraneo.

Una nuova visione dei rifiuti:

è necessaria anche un nuovo modo di gestire i rifiuti, intervenendo al fine di creare un sistema che limiti la loro produzione all’origine, con prodotti che possono essere riutilizzati e inoltre che siano completamente riadattabili alle altre esigenze della vita quotidiana in modo da ridurre il riversarsi di sostanze estranee nel Mar Mediterraneo.

Progetti di salvaguardia dei mari:

le iniziative per la tutela dell’ambiente e in particolare per sconfiggere l’inquinamento del Mar Mediterraneo sono necessarie e fondamentali per migliorare la qualità di questo mare e di tutti gli oceanici, dalla campagna Plastic Free, alle iniziative per spiagge pulite, alla tutela delle specie animali, ai progetti sperimentali finalizzati alla salvaguardia del mare.

 

riciclare la plastica per avere un mare più pulito

Acqualife e la lotta all’inquinamento del Mar Mediterraneo

Acqualife è una realtà che negli anni ha posto molta attenzione a informare le persone sul problema dell’inquinamento del Mar Mediterraneo e inoltre è sempre stata attiva a contribuire a fornire strumenti per migliorare il benessere dei clienti.

 

Infatti grazie a un depuratore domestico a osmosi inversa si ottiene un’acqua pura e di qualità a casa, limitando l’utilizzo della plastica, e quindi l’inquinamento del Mar Mediterraneo.