Acqua non potabile, da non assumere e cosa comporta

Dicembre 13, 2019

Il corpo di ogni essere umano è composto per il 60% da acqua, per cui bere un’acqua che non contenga sostanze dannose per il nostro organismo è essenziale per la salute di ognuno di noi.

 

Un’acqua potabile garantisce, inoltre, l’igiene del cibo che mangiamo e previene determinate malattie.

 

Il pericolo di bere acqua non potabile è, perciò, un argomento su cui tutti dovrebbero essere informati, soprattutto in quei Paesi dove le fonti pulite non sono facilmente raggiungibili.

 

 

Cosa succede se si beve acqua non potabile

Bere acqua non potabile significa mettere a rischio la nostra salute, perché è uno strumento tramite il quale i batteri patogeni, i virus o i protozoi parassiti possono penetrare nel nostro organismo, causando malattie.

 
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Ciò, però, non accade soltanto se la beviamo, ma è sufficiente venirci semplicemente a contatto.

 

In molti casi, ce la si può cavare con disturbi non gravi, come dissenteria o vomito, ma in altre circostanze, come spesso accade in alcune zone del mondo, l’acqua non potabile causa vere epidemie che possono causare la morte dei soggetti malati.

 

Basti pensare a patologie come la febbre tifoide o l’epatite A o, ancora, il colera che, soprattutto nei Paesi meno sviluppati, provocano migliaia di morti ogni anno.

Importante riconoscere il cartello che segnala acqua non potabile.

conoscere il cartello acqua non potabile

Acqua non potabile: un pericolo sottovalutato

Il pericolo di consumare acqua non potabile è spesso sottovalutato, tanto che nella sola Africa, il 94% dei casi di colera è causato proprio da questa cattiva abitudine.

 

Tuttavia, molti Governi locali non fanno molto per trovare una soluzione al problema, con la drammatica conseguenza che il consumo di acqua non potabile è diventato una delle maggiori cause dello scatenarsi di alcune malattie, tra cui:

 

  • La diarrea che, se nei Paesi maggiormente sviluppati è soltanto un disturbo comune, a livello globale causa il 4% di decessi e il 5% di casi di disabilità, soprattutto tra i bambini che vivono in Paesi poveri o sottosviluppati.
  • Il colera, di cui ogni anno vengono segnalati da 1,3 a 4 milioni di casi. Di questi, da 21mila a 143mila portano al decesso del malato.
  • L’epatite che, solo nel 2015, ha contato circa 325 milioni di persone infette e circa 1,34 milioni di persone morte.
  • La poliomielite, che colpisce soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Un caso su duecento di questa malattia, provoca paralisi irreversibile, mentre il 5-10% porta, addirittura, alla morte.

L’acqua non potabile nei Paesi in via di sviluppo

Nel 1992, l’ONU ha stabilito la giornata mondiale dell’acqua e inserito l’accesso all’acqua potabile tra i diritti fondamentali dell’essere umano, ma, nonostante l’impegno, ancora oggi circa l’11% della popolazione mondiale non può accedere a fonti di acqua sicura.

 

Ciò significa che, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo (Asia e Africa su tutti), quasi 800 milioni di persone sono costrette tutti i giorni a utilizzare acqua non sicura per bere, per l’igiene personale e per cucinare.

 

Secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 94% della popolazione che vive tra Europa e Nord-America ha a disposizione l’acqua potabile, mentre nell’Africa Subsahariana questo dato scende fino al 24%.

 

A ciò si aggiunge il problema della desertificazione di alcune zone della Terra, che rende l’emergenza acqua potabile una sfida che tutto il mondo civilizzato dovrà affrontare quanto prima. Ciò diventerà essenziale per debellare malattie o per prevenirle.

acqua non potabile nei paesi in via di sviluppo

La contaminazione delle acque di sorgente

Contrariamente a quanto si possa pensare, trovare acqua potabile in natura non è facile come sembra.

 

Ciò perché esistono vari tipi di contaminazione presenti nella natura stessa, nelle rocce su cui scorre l’acqua o nei terreni che ne vengono attraversati.

 

Un elemento come l’arsenico, per esempio, si può trovare perfino in un’acqua di sorgente.

 

Per questo motivo, quando andiamo a prendere dell’acqua in zone che, apparentemente, sembrano incontaminate, non c’è la sicurezza della sua purezza né tanto meno i nostri sensi sono in grado di percepire la presenza di sostanze che minano la potabilità dell’acqua, così come non sono sicuri i contenitori (spesso di plastica) che utilizziamo.

 

L’idoneità al consumo dell’acqua da parte dell’uomo si può ottenere soltanto attraverso analisi chimiche e microbiologiche, oppure affidandosi ai cosiddetti purificatori domestici.

I purificatori per avere acqua potabile e pura

Nelle grandi città e nei piccoli centri, il gestore del sistema idrico controlla le acque che circolano nei nostri rubinetti e anche quella che sgorga all’esterno, basti pensare ai cartelli “Acqua non potabile” che si possono trovare in particolari luoghi dove, appunto, non arriva acqua pulita.

 

Tuttavia, non possiamo mai sapere se l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti casalinghi sia davvero priva di qualsiasi pericolo.

 

Per questo motivo, negli ultimi anni si sono sviluppati i sistemi di depurazione domestici, in grado di assicurarci sul consumo che tutti i giorni facciamo dell’acqua, sia per bere che per cucinare o per curare la nostra igiene personale.

 

Di solito, questi apparecchi funzionano grazie a diverse tecnologie, dai filtri meccanici alle membrane di separazione fino ai carboni attivi, ma alcuni, come quelli prodotti dall’azienda Acqualife utilizzano, invece, l’osmosi inversa o la microfiltrazione.

 

Acqualife è un’azienda specializzata nella produzione di erogatori con purificatore domestico, disponibili in tante versioni, adatte alle varie esigenze di ognuno.

 

Grazie all’impianto di osmosi inversa, con i depuratori Acqualife si può ottenere un’acqua leggerissima, mineralizzata al minimo e molto simile ad alcune acque di montagna tipo Levissima o Sant’Anna.

 

Inoltre, se l’acqua che arriva dai nostri rubinetti ha un residuo fisso alto, ovvero superiore a 3-400 mg/litro, l’osmosi inversa permette di diminuirlo e di ottenere un’acqua oligominerale.

 

Il sistema a microfiltrazione, invece, è utile per eliminare l’odore e il sapore del cloro, trattiene qualsiasi tipo di residuo in sospensione e depura l’acqua dai batteri.

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