Plastic Free , combattere l’inquinamento ambientale

plastic free per avere un ambiente sano senza plastica

Plastic Free è un’iniziativa che sta coinvolgendo l’Italia e il mondo intero per eliminare la plastica dal nostro ambiente.

Poter avere spiagge, mari e terreni liberi da questo materiale è ormai una realtà che diventa necessaria al fine di combattere l’inquinamento che avanza in maniera inesorabile.

 

L’iniziativa Plastic Free sono è indipendente ma al contempo di supporto alle nuove normative previste dal Ministero dell’Ambiente e dalla Comunità Europea al fine di limitare non solo l’inquinamento da plastica, ma anche il suo impiego. La plastica ormai è ovunque e questo è un dato allarmante.

 

Ma come si è giunti a tale situazione? Quali sono le caratteristiche dell’iniziativa Plastic Free? Di seguito andremo a scoprire come poter contribuire a salvare il pianeta dall’inquinamento della plastica.

Plastic Free, eliminare la plastica monouso

Una sensibilizzazione costante nei confronti dei cittadini che sono i primi consumatori di questa materia unito alla necessità di dover fare qualcosa di significativo per combattere l’inquinamento dei mari dalla ha portato all’iniziatica Plastic Free, liberi dalla plastica, nata su iniziativa del Ministero dell’Ambiente per rispondere alla direttiva comunitaria che dal 2021 proibirà in tutti i paesi dell’Unione Europea l’utilizzo delle plastiche monouso.

 

Plastic Free non è una legge, ma è un vero e proprio movimento che si basa sulla consapevolezza di come la plastica sia ormai un problema che non solo riguarda i paesi produttori e industrializzati ma l’intera ecosistema mondiale. Partecipare a questa iniziativa è un segno di civiltà, una comprensione di una realtà problematica e di una minaccia alla salute della terra, l’unico luogo in cui noi viviamo.

 

Plastic Free è quindi un’iniziativa che anticipa nel tempo le normative che prevedranno nei prossimi anni la cessata produzione di tutte le sostanze plastiche che non sono biodegradabili con una serie di campagne a cui aderiscono regioni, comuni, città e i paesi di tutta Italia.

plastica monouso che inquina maggiormente il nostro ambiente

La plastica e l’inquinamento ambientale

Le materie plastiche possono essere considerate come l’invenzione umana che ha avuto maggiore successo, talmente utile da essere presente in qualunque ambito della nostra vita, ma al contempo un qualcosa che con gli anni ha portato a mettere a rischio noi stessi e l’ambiente.

 

La plastica è un derivato dal petrolio e la sua composizione e chimica non permette una sua degenerazione nell’ambiente in maniera veloce, ma necessita di centinaia di anni.

È infatti tra i materiali sintetici a più lunga conservazione. Ciò implica che un prodotto derivato dalla plastica se non viene smaltito nel modo giusto, se disperso nell’ambiente rimarrà perfettamente integro per decenni.

 

Potreste lasciare una bottiglia in mare e ritrovarla dopo una cinquantina d’anni dall’altro capo del mondo perfettamente nel suo stato originale.

Ad aggravare la situazione vi è la diffusione di questo materiale. Infatti se si osserva il mondo che ci circonda siamo invasi dalla plastica: dagli apparecchi in casa, ai materiali che indossiamo nella vita quotidiana, dai sacchetti per la spesa alle confezioni per il cibo.

 

Fino a pochi anni fa i dati sul suo consumo erano veramente esponenziali.

Ancora oggi si stima che siano 25 milioni le tonnellate di plastica che compongono i rifiuti ogni mese. La produzione di plastica a livello mondiale è passata da 15 milioni nel 1964 arrivando oltre i 380 milioni nel 2018.

 

L’emergenza di fare fronte a tale invasione del nostro pianeta può essere rivelata anche da una serie di eventi che sono da un certo punto di vista straordinari, ma anche terribili:

Le isole di spazzatura

Potrebbe essere una realtà che fa notizia, ma la presenza di una vera e propria isola di plastica al centro dell’oceano pacifico è una realtà che sconcerta e preoccupa il mondo intero.

 

È conosciuta con il termine di Great Pacific Garbage Patch che tradotto in italiano ha il significato di una Grande Chiazza di immondizia del Pacifico.

Il termine, enorme, non è adeguato a identificare una superficie che è diventata quasi un continente per l’estensione di 700mila chilometri quadri.

 

La motivazione di tale accumulo di plastica è dovuta alle correnti dell’Oceano Pacifico che concentrano tale materiale in un unico punto.

 

L’accumulo è conosciuto già dagli anni 80, ma le sue dimensioni odierne hanno spinto un maggior numero di ambientalisti al fine di sensibilizzare il mondo intero dalla pericolosità di un’isola di tale portata e in particolare ad agire al fine di bonificarla, ripulendo i mari;

La plastica nelle zone più inaccessibili del mondo

Vi sono dei luoghi della terra inaccessibili e impervi, raggiungibili da pochi esseri umani ed esseri viventi: eppure la plastica è presente anche lì. Una studio effettuato dalla Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology, ha evidenziato in una recente ricerca, la presenza di materiale plastico anche nelle profondità del mare a undicimila metri di profondità nelle Fosse delle Marianne.

 

Inoltre la plastica ha scalato le vette più alte del mondo, raggiungendo l’Everest con una percentuale di rifiuti di che si aggira intorno al 100 tonnellate all’anno portate dai quasi mille scalatori che affrontano la vetta.

 

Infine anche nelle isole più impervie e lontane del mondo come l’Isola di Henderson distante 5.000 km dalla terra ferma, l’inquinamento da plastica è ormai una realtà che mette in serie pericolo l’ambiente.

Plastic Free per combattere la plastica dall'ambiente

Il riscaldamento globale e i rischi

Il riscaldamento globale è una delle tematiche su cui gli ambientalisti spingono al fine di ridurre l’inquinamento e le emissioni di gas all’interno dell’atmosfera. È un dato di fatto che la temperatura media del nostro pianeta, con l’avvento dell’industrializzazione e della popolazione, sta lentamente ma inesorabilmente aumentando.

I principali Stati Industrializzati hanno cercato di intervenire in modo drastico con una serie di regole e normative, ma gli effetti sul pianeta continuano a sentirsi.

 

Il clima è come se fosse impazzito, con un’alternanza delle stagioni non più regolare.

Inverni molto freddi ed estate torride sono ormai un qualcosa a cui nell’ultimo decennio ci stiamo abituando.

A questo si aggiunge lo scioglimento dei ghiacci dei poli, data all’innalzamento delle temperature.

 

Ma qual è il ruolo della plastica in questa particolare condizione?

Le materie plastiche possono essere considerate tra i protagonisti del riscaldamento globale contribuendo all’immissione nell’ambiente di gas che contribuiscono a quello che comunemente viene definito effetto serra. Infatti questo materiale degradandosi produce etilene e metano tra i gas più pericolosi per l’ambiente.

Quali sono i rischi della plastica nell’ambiente

Gli effetti della plastica sull’ambiente creano anche una serie di rischi diretti per la sopravvivenza degli esseri viventi:

La plastica nei mari

Dove va a finire tutta la plastica che non viene recuperata? Il mare è il più grande contenitore dei rifiuti del nostro mondo, data che copre la maggior parte della superficie del pianeta. Le materie plastiche raggiungono quasi l’85% dei rifiuti marini, che sono presenti sul fondo nei mari, nelle acque e lungo le coste. Delle oltre 300 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che vengono prodotti ogni anno, 8 milioni sono riversati nell’oceano. È stato calcolato che ogni metro quadrato di acqua salata contiene ben 46.000 micro particelle di plastica che rimangono in sospensione e che non solo vengono assorbite in maniera indiretta dalle specie animali e vegetali che abitano gli oceani, ma vengono anche ingerite in modo diretto provocandone a lungo andare la morte;

La plastica nell’uomo

La plastica presente nell’ambiente non è solo preoccupante per le specie marine o gli animali. Anche l’uomo lentamente accumula nel suo corpo le micro-plastiche presenti negli alimenti sia vegetali che animali.

 

Secondo gli ultimi studi l’uomo assorbe le particelle di plastica in maniera diretta attraverso l’esposizione a sostanze chimiche che sono rilasciate durante la produzione di questo materiale.

 

Inoltre le micro particelle penetrano nei tessuti del corpo, attraverso il contatto, l’inalazione e l’ingestione.

 

Il mangiare alimenti, come verdure e per esempio pesci che hanno assorbito un’alta percentuale di plastica, determina un accumulo di queste sostanze nel nostro copro, con degli effetti deleteri per il prodursi di malattie e di disfunzioni. Si parla ormai di intossicazione di plastica, nei polmoni, nel fegato e nei reni, determinando anche il rilascio di sostanze chimiche che peggiorano lo stato di salute di un individuo.

 

La plastica monouso e la legislazione in Italia

Ma cosa vuol dire plastica monouso? Il termine indica l’insieme di quei prodotti che sono a base di materie plastiche e che vengono impiegati per un singolo utilizzo per poi essere gettati nei rifiuti.

 

L’esempio sono:

  • piatti
  • bicchieri
  • posate
  • cannucce
  • contenitori per il cibo
  • buste di plastica
  • sacchetti che non sono biodegradabili

e la lista è lunghissima. In concomitanza con l’iniziativa Plastic Free vi sono state numerose norme che hanno rafforzato la battaglia contro la plastica.

 

Nel 2017 lo Stato Italiano è intervenuto con una normativa la quale prevedeva la messa al mando di tutte le buste di plastica ultra leggere che non fossero biodegradabili.

 

Nel 2019 sulla spinta delle iniziative comunitarie, sono state messi a bando i cotton fioc.

 

Entro il 2021 sarà vietato l’utilizzo e la produzione di stoviglie monouso.

 

Infine per il 2025 dovrà avvenire la raccolta del 90% della plastica per bevande.

 

Come essere liberi dalla plastica: la raccolta differenziata

La lotta all’inquinamento della plastica è una realtà che deve però integrarsi con le nuove normative e con una forma di prevenzione all’inquinamento che nasce da creare una vera e propria catena di riciclo, che dalla produzione di un prodotto, passi al suo consumo e al recupero attraverso i sistemi di raccolta differenziata.

 

Tale realtà è uno dei principali strumenti che permette ad ogni società civile di essere partecipe non solo della limitazione dell’inquinamento della plastica, ma anche dei danni ambientali che possono derivarne.

 

La raccolta della plastica ormai è parte integrante di moltissimi comuni in Italia, nei quali è prevista una differenziazione dei rifiuti in base alla loro tipologia.

 

Vetro, carta, metalli e plastica vengono separati già dal cittadino da quelli organici, per poter essere raccolti separatamente e riutilizzati. Grazie a questo sistema la plastica diventa non più un problema ma una materia prima economicamente utile al fine di produrre nuovi prodotti.

diventa plastic free facendo la raccolta differenziata

Una nuova concezione dei rifiuti

Ma anche se più del 40% della plastica che viene immessa nei rifiuti nel 2017 in Italia è stata riutilizzata, rimane ancora il problema di una serie di prodotto in cui non è possibile effettuare tale operazione, oltre al problema dell’immissione delle particelle plastiche nell’ambiente.

 

La sensibilizzazione è importante, ma quello che la campagna Plastic Free va a sottolineare è anche un nuovo modo di dover vedere i rifiuti, ponendo attenzione a una nuova forma di gerarchi di questi materiali.

Infatti fin quando la produzione di plastica sarà sempre elevata, si potrà ridurre il problema ma non risolverlo.

 

Si stanno sviluppando a questo punto forme diverse utilizzo dei rifiuti che partono direttamente dall’idea di limitare la produzione di articoli che non possono essere utilizzati per diversi scopi, eliminando quindi il problema alla fonte.

Il nuovo concetto di rifiuti, pone quindi la plastica come vera e propria risorsa che deve essere sfruttata e riutilizzata limitandone la produzione.

Suggerimenti e comportamenti per essere Plastic Free

La lotta all’inquinamento della plastica è una realtà che non deve interessare solo i governanti con la creazione di una legislazione che porti a divieto di produzione di plastiche monouso o del suo impiego in particolari luoghi, ma deve essere qualcosa che si innesta nel substrato sociale, in base al quale si realizzano una serie di azioni e di comportamenti da parte del cittadino che hanno il fine di rendere l’ambiente Plastic Free.

 

Quando quindi si parla di liberare i mari, le spiagge e i terreni dalla plastica, i primi protagonisti di questa iniziativa sono proprio i cittadini, ogni singolo individuo che deve adottare una giusta gestione dei rifiuti nella vita quotidiana.

 

Di seguito ne suggeriamo quelli che possono rendere ognuno di noi un operatore Plastic Free:

  • non abbandonare la plastica: lasciare un bicchiere di plastica sulla spiaggia o una bottiglia, è il danno più grave che si possa compiere al nostro ecosistema. Un bicchiere o una busta volano in mare galleggia per centinaia di chilometri posandosi in un posto la cui provenienza è completamente aliena dal punto di partenza. Non riporre i rifiuti di plastica negli appositi contenitori non vuol dire solo inquinare il mare ma danneggiare se stessi e gli altri;
  • non utilizzare la plastica: qualcuno potrebbe essere una cosa impossibile, ma stoviglie, piatti e bicchieri monouso possono essere comodamente sostituiti dagli stessi prodotti però in materiale riciclabile, oppure che può essere facilmente riutilizzato per un nuovo scopo. Lo stesso vale per le bottiglie oppure per le cannucce. Quando ci si reca al supermercato può essere importante impiegare buste riutilizzabili, senza chiederne di nuove, e quindi limitando la produzione. In questo modo la produzione si ridurrà, oltre al fotto che non si creeranno rifiuti;
  • utilizzare la raccolta differenziata: il riporre i rifiuti negli appositi contenitori differenziandoli è un altro degli aspetti che ci coinvolge giorno per giorno. Eliminando la plastica dai rifiuti indifferenziati saremo noi stessi i protagonisti che permetteranno di chiudere il ciclo della plastica con un nuovo riutilizzo;
  • non comprare prodotti contenete plastica: l’80% delle confezioni di prodotti alimentali o di vario genere contengono plastica. Potrebbe essere un segnale importante scegliere solo quelle aziende che sono Plastic Free e che hanno eliminato nel confezionamento l’utilizzo di plastiche monouso;
  • utilizzare le fibre naturali: privilegiare le sostanze naturali rispetto a quelle plastica non solo contribuirà a ridurre la sua produzione ma a permettere di migliorare anche il vostro benessere dato che non sarete in contatto con la plastica.

Come diventare un comune o paese Plastic Free

L’iniziativa Plastic Free è una realtà che cresce ogni giorno in particolare in Italia.

Non solo si iniziano ad aprire i primi supermercati che sono completamente liberi dalla plastica, ma a questo si aggiungono anche le iniziative da parte dei comuni e delle amministrazioni regionali. Dal Nord al Sud, l’Italia sembra essere consapevole del problema “plastica” e della necessità di fare qualcosa di importante non solo per il nostro mare, ma anche per la salute di tutti.

 

Non solo i comuni che sono direttamente minacciati della plastica, come le città di mare o i paesi che vivono per il turismo del mare, o delle riserve naturali, ma sono sempre di più i luoghi dell’entroterra e di ogni angolo della nostra penisola a voler diventare Plastic Free.

Come si ottiene tale nomenclatura Plastic Free?

Come abbiamo specificato vi sono degli obblighi imposti dall’Europa e altri previsti dallo Stato Italiano, ma non vi è nessuna vera e propria legge nazionale che obblighi a liberarsi completamente dalla plastica. Per questo tutti i comuni, città o paesi che sentono la necessità di partecipare in modo attivo alla lotta contro la plastica, possono diventare Plastic Free, basta essere il centro di iniziative e di eventi che allontanino la plastica dalla vita delle persone e dall’ambiente.

come diventare un comune plastic free

L’Italia unita per combattere l’inquinamento ambientale

Sono sempre di più le amministrazione che in Italia decidono di diventare Plastic Free con una serie di iniziative volte a voler allontanare dai propri uffici, dalle strade e dalle spiagge qualunque materia plastica che non può essere riciclata. Se prima si potevano contare sulle dita delle mani, oggi le città e i paesi sono tanti, evidenziando come l’intera penisola è unita in modo concreto a voler ridurre non solo il consumo di plastica, ma a volersi liberare completamente dal suo utilizzo.

Pozzuoli

Il comune di Pozzuoli alle porte della metropoli Napoletana dal 1° agosto ha approvato un’ordinanza attraverso la quale saranno banditi dai locali commerciali l’utilizzo di piatti, bicchieri e stoviglie di plastica. Queste dovranno essere sostituite con prodotti riciclabili e riutilizzabili.

Minori

La città della costa amalfitana luogo di villeggiatura e caratterizzata da splendide spiagge ha stabilito di limitare per gli operatori turistici l’utilizzo di prodotti in plastica monouso. Piatti, bicchieri, cannucce, contenitori e stoviglie, devono essere banditi non solo dalle spiagge ma da parte di tutti gli operatori turistici, bar, alberghi e ristoranti, sostituite con altre tipologie biodegradabili.

Ragusa

Sull’onda del Plastic Free, anche la Sicilia si è proposta con una serie di iniziative. La città di Ragusa ha bandito i prodotti monouso dal 1 di giugno, stabilendo non solo il divieto del loro impiego, ma anche la vendita da parte degli esercizi commerciali e dei negozi. Per permettere di esaurire le scorte sono stati concessi 90 giorni di tempo a coloro che avevano prodotti di tal genere presso i propri negozi.

Ustica

L’isola famosa per la bellezza dei suoi mari e per la riserva naturale marina, dal 30 maggio ha posto il divieto assoluto di prodotti in plastica monouso sia per i residenti che per i turisti. Inoltre sono state stabilite multe fino a 500 € per coloro che non rispetteranno l’ordinanza, fino alla chiusura degli esercizi commerciali.

Capri

L’isola che combina le bellezze naturali con una clientela VIP si è adeguata all’iniziativa Plastic Free, con un’ordinanza che vieta l’utilizzo del materiale plastico monouso sia nelle spiagge che per gli esercizi commerciali. Anche i bar non potranno più servire caffè con palette o in bicchieri non riutilizzabili.

Sassari

Manifestazioni eventi e sagre sono stati le forme di sensibilizzazione utilizzate dal comune di Sassari per bandire l’utilizzo di materiale plastico mono uso. Non solo sacchetti, buste stoviglie e utensili sono vietati in parchi, aree comunali, spiagge e lidi, ma è stato posto anche un divieto di distribuire volantini e di liberare palloncini in aria.

Sperlonga

Dal 1° maggio sono state vietate da tutti gli esercizi pubblici e commerciali l’utilizzo di buste che non siano biodegradabili. Inoltre da parte di ristoranti, alberghi, bar e esercizi commerciali, sarà esclusivamente vietato impiegare prodotti in plastica monouso, mentre vengono accettato quelli riutilizzabili. Per il trasporto di prodotti e la loro conservazione sarà obbligatorio l’impiego di buste di carta e di contenitori dello stesso materiale.

Otranto

La città è una delle zona turistiche più rinomate sulla costa adriatica della Puglia e ha accolto l’iniziativa Plastic Free con una campagna all’interno delle scuole, iniziata a gennaio e con la sostituzione di tutti i prodotti in plastica monouso con quelli biodegradabili.

Bari

È stata tra i primi capoluoghi d’Italia ad aver dato ascolto alla campagna Plastic Free e aver obbligato tutti gli istituti scolastici dall’inizio di gennaio ad eliminare i rifiuti in plastica sostituendo l’impiego di piatti, bicchieri e stoviglie con quelli biodegradabili e riciclabili.

Pescara

Dal 13 novembre è stata approvata l’ordinanza comunale che ha portato alla eliminazione da ogni attività comunale dell’utilizzo delle materie plastiche monouso.

Ancona

L’amministrazione ha appoggiato con spirito il movimento Plastic Free eliminando qualunque forma di impiego di plastica all’interno degli edifici comunali.

Città di Castello

L’Umbria è tra le regione che, da prima del movimento Plastic Free, aveva contribuito con una forte sensibilizzazione nelle scuole all’eliminazione di prodotti derivati dalla plastica. Aderendo al programma liberi dalla plastica il comune Città di Castello ha approvato un’ordinanza con la quale vengono bandite tutte le materie plastiche monouso da ospedali e manifestazioni del comune.

Regione Toscana

È tra le prime regioni d’Italia non solo ad avere numerosi comuni in cui si è aderito all’iniziativa liberi dalla plastica, ma ha bandito da tutte le amministrazioni della regione, nonché da parchi, lidi, spiagge ed aree protette la plastica dal 25 giugno del 2019. Inoltre il regolamento regionale si applica anche in occasione di fiere o di manifestazioni.

Porto Azzurro

L’isola d’Elba non poteva essere da meno nella lotta contro l’inquinamento da plastica, con un’ordinanza nel comune di Porto Azzurro con la quale è vietatela la vendita di prodotti monouso in tutti i luoghi pubblici e negli esercizi commerciali.

Milano

A fine del mese di novembre il Consiglio Comunale del capoluogo lombardo ha accettato la proposta di bandire da tutti gli uffici comunali l’impiego della plastica. Lo stesso si dica per i trasporti Atm. A dicembre inoltre è stata approvata una nuova ordinanza in base alla quale anche nelle fiere ed eventi che sono patrocinati dall’amministrazione non si può utilizzare la plastica monouso.

Aosta

Dal luglio del 2018 anche nella città di Aosta qualunque prodotto in plastica non riciclabile è stato bandito, non potendo quindi essere utilizzato sia nelle amministrazioni comunali che negli esercizi commerciali.

Chioggia

Dall’inizio dell’estate 2019 è stata introdotta un’ordinanza con la quale si è vietata l’utilizzo di materie plastiche monouso all’interno di eventi , sagre e manifestazioni comunali, come fase di transizione per arrivare a ottobre di quest’anno in cui il divieto non solo sarà su tutto il territorio del comune, ma valido per ogni attività commerciale.

combattere l'inquinamento ambientale grazie a Plastic free

Le prime Università Italiane che hanno aderito a Plastic Free

I cambiamenti reali possono avvenire solo nel momento in cui si diffonde una diversa forma di mentalità e cultura, attraverso la quale si comprende il valore di dover intervenire rispettando l’ambiente. Per questo dalle scuole alle università si sta diffondendo l’iniziativa Plastic Free.

 

Tra li primi atenei a proporre di liberarsi completamente dalla plastica vi è stato quello di Foggia il quale non solo ha bandito l’impiego di imballaggi e l’utilizzo di oggetti in plastica negli uffici ma anche nelle singole aule.

 

Anche l’Università Federico II di Napoli ha seguito l’esempio facendosi portavoce di un protocollo d’intesa con MareVivo e CONISMA, ovvero il Consorzio Nazionale interuniversitario per le scienze del mare, per sensibilizzare gli studenti a bandire la plastica dalla vita quotidiana. Mantenendo fede all’idea di essere liberi dalla plastica il primo passo è stato quello di combattere l’utilizzo di bottigliette monouso all’interno degli atenei.

 

L’Università di Roma tre ha distribuito ben 30.000 borracce ai suoi studenti, spingendo quindi a riempirle d’acqua e portale ogni giorno al posto delle bottiglie d’acqua.

 

Anche l’Università Ca’ Foscari Venezia ha ormai bandito completamente l’utilizzo di plastica monouso, impiegando borracce e caraffe in vetro, nonché bicchieri dello stesso materiale in modo da eliminare i rifiuti di materie plastiche.

Gli atenei sono in continuo aumento, con la LUISS di Roma e la Sapienza di Roma, si aggiungono anche l’Università di Macerata e quella della Marche, raggiungendo quasi 68 Università su tutto il territorio nazionale.

 

Plastic Free e Acqualife insieme per sconfiggere l’inquinamento

Acqualife da sempre si è fatta portavoce di un miglioramento del benessere di ogni individuo, grazie ai sistemi di depurazione a osmosi inversa che rendono l’acqua pura e perfetta, eliminando qualunque agente estraneo.

Plastic Free rientra in maniera perfetta nella filosofia aziendale con il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento da plastica.