Bere acqua dal rubinetto sicura

L’acqua dal rubinetto è considerata in generale non potabile. I motivi sono diversi, primo fra tutti il sapore poco gradevole. Ecco quali sono le verifiche dell’acqua che arriva nelle nostre case e le differenze con quella che acquistiamo in bottiglia nei supermercati.

L’acqua del rubinetto è sicura da bere?

Questa è una domanda che si pongono tutti i cittadini, la maggior parte dei quali evita sistematicamente di berla temendo che non sia sicura.

L’acqua che arriva alle nostre case, tuttavia, è controllata e testata almeno quanto quella in bottiglia.
Il primo aspetto da considerare è la provenienza dell’acqua.
Le fonti possono essere :

  • Una sorgente sotterranea, per cui dalle falde acquifere viene incanalata verso la superficie e quindi distribuita;
  • I bacini e gli invasi naturali o artificiali, dove si raccoglie l’acqua piovana.

Il depuratore delle acque entra in azione prima che queste arrivino alle nostre abitazioni rendendole potabili.
In altre parole le libera dai metalli pesanti, da sostanze potenzialmente tossiche e dalla presenza di batteri, che potrebbero nuocere alla salute dei cittadini.

Questo vuol dire che sono attentamente analizzate e, solo dopo, si procede con l’immissione nella rete idrica.

L'acqua di casa arriva direttamente dalla fonte

Chi decide che l’acqua del rubinetto è potabile e sicura?

Sono 3 i soggetti che si occupano di controllare la qualità e la sicurezza:

  • Il gestore del servizio idrico di zona, che è quello a cui si paga l’acqua. L’ente esegue delle analisi accurate e, nel caso vengano riscontrate anomalie, blocca la distribuzione, emana avvisi sulla potabilità e, ovviamente, si occupa di riparare eventuali guasti.
  • L’ASL di zona, che deve effettuare altrettante analisi da confrontare con quelle del gestore per verificare la corrispondenza. Dove questa non ci fosse, disporrebbe la chiusura della rete idrica e comunque verificherebbe che i dati comunicati siano reali, senza possibilità di adulterazioni.
  • Le aziende alimentari, che sono tenute a eseguire severi controlli sulle acque che utilizzano e avvertire il gestore e la ASL in caso di risultati non conformi ai parametri di legge. La stessa ASL effettua delle controanalisi nelle stesse aziende.

Le analisi sull’acqua da bere

L’acqua da bere viene analizzata secondo alcuni parametri da rispettare.
Questi si riferiscono ai livelli da non superare perché non diventi pericolosa per la salute dei cittadini.

Le sostanze dannose che vengono cercate sono:

  • il piombo
  • il ferro
  • il mercurio
  • il cadmio
  • l’alluminio
  • i metalli pesanti

A questi si aggiungono

  • l’arsenico
  • il cianuro
  • i nitrati
  • i pesticidi (che potrebbero passare dalle coltivazioni alle falde acquifere)
  • il cloro (che in concentrazioni elevate può diventare pericolosamente tossico)

I batteri che non devono essere presenti sono l’Escherichia Coli, il Clostridium perfringens e vari tipi di Streptococco.
Se solo una di queste sostante fosse riscontrata sarebbe bloccata immediatamente l’erogazione e informata la popolazione di non utilizzare l’acqua.
Solo in questi casi infatti non è potabile, mentre al contrario può essere bevuta tranquillamente.

Il sapore poco gradevole è invece dovuto al fatto che ancora alcuni minerali non si sono depositati sul fondo, quindi conviene bere quando ha riposato per almeno una notte in bottiglia.
Controllo della qualità dell'acqua in base a determinati indici ph

L’acqua in bottiglia e quella del rubinetto

I controlli che si effettuano sull’acqua in bottiglia sono molto simili a quella del rubinetto, con la differenza è che la prima risulta potabilizzata, mentre quella l’altra si presume che sia microbiologicamente pura alla fonte.

Per legge non può subire nessun trattamento. Bisogna considerare che l’acqua del rubinetto viene controllata solo alla fonte e non dopo, mentre quella in bottiglia potrebbe essere soggetta allo sviluppo di batteri a seguito del confezionamento, magari perché lasciata troppo tempo al sole.
Prima di arrivare nelle nostre case l'acqua viene analizzata

I depuratori d’acqua per casa

La soluzione a ogni dubbio è certamente il depuratore d’acqua domestico, perché riesce a soddisfare la microfiltrazione dell’acqua appena prima che questa sia bevuta.

Il vantaggio di avere un impianto ad osmosi inversa è quello di non doversi più preoccupare della capillarità dei controlli idrici, ed è per questo che il depuratore d’acqua non può mancare in casa.

I filtri per l’acqua riescono a renderla pura e sicura per la salute, escludendo con un sistema brevettato tutte le sostanze di scarto.
A questo si aggiunge che i depuratori d’acqua permettono di risparmiare, di evitare d’inquinare con le bottiglie di plastica e di essere sempre sicuri del suo utilizzo.
Sono anche provvisti di un erogatore per l’acqua frizzante, in modo da soddisfare anche questa esigenza.
Acqua pulita e buona che scende direttamente dal nostro rubinetto di casa

Depuratori a osmosi inversa, offerta Acqualife

 

I depuratori di acqua a osmosi inversa ACQUALIFE svolgono proprio questo compito, cioè rendere l’acqua del rubinetto sicura.